L'Associazione Culturale

presenta:

GENNARENIELLO

Atto unico di EDUARDO DE FILIPPO

Trama:

    Su una caratteristica terrazza napoletana, ingombra di panni stesi ad asciugare, vasi di piante aromatiche e di fiori, di vecchi arnesi e mobili d'accatto, dove specie in estate si svolge giorno e notte la vita della famiglia, Gennaro un uomo ormai avanti negli anni, conversa scherzosamente con una giovane chiacchierata impiegata che abita una stanza la cui finestra dà sulla terrazza. Concetta, sua moglie, che già da tempo non sopportata le smancerie della signorina, è una tipica donna di casa sulle cui spalle ricade tutto il peso dell'andamento familiare e della cura del figlio Tommasino, un giovane ritardato, quasi cieco, d'impaccio a tutti e sempre occupato a masticare per una fame insaziabile. Sono parole scherzose quelle di Gennaro, ma che nascondono un certo interesse maschile, che trovano accoglienza civettuola dalla giovane che provoca con i suoi atteggiamenti il protagonista della commedia, dentro di sé convinto, benché sostenga il contrario rimpiangendo gli anni ruggenti della sua giovinezza ormai passata, di essere un uomo ancora interessante.

     Tanto più che egli si presenta come geniale inventore di strambi ritrovati, i cui disegni "tecnici" sono affidati a un inquilino della casa, sempre in arretrato con la pigione: uno scalcinato maestro di disegno, amico e stimatore delle croste che dipinge la sorella zitella, con pretese artistiche, di Gennaro. L'amico che loda le invenzioni leonardesche di Gennaro ha trovato un "ingegnere" del nord che potrà valutare il ritrovato destinato a impedire le forature degli pneumatici delle auto e che ha invitato a casa da Gennaro per un migliore esame del marchingegno.

     I due si ritrovano sulla terrazza con il presunto ingegnere, in realtà un semplice rappresentante di commercio, che più che interessarsi ai disegni tecnici apprezza la figura della ragazza affacciata alla finestra che continua il gioco del corteggiamento con Gennaro sino a spingersi ad invitarlo a baciarla. Fingendo ritrosia Gennaro,si arrampica su una sedia e la bacia in viso più volte tra gli applausi ironici dei due amici. A questo spettacolo cui si trova casualmente ad assistere Concetta, con alle costole l'affamato Tommasino, reagisce violentemente prendendosela con la maestrina, dandole della poco di buono, e con il marito chiamandolo "vecchio vizioso". Gennaro, svergognato di fronte ai presenti, e offeso per quello che voleva far passare per uno scherzo innocente, abbandona il tetto coniugale per farla finita con una vita di incomprensioni. I due che hanno spinto Gennaro allo scherzo ora si sentono in colpa e riportano con la forza sulla terrazza il marito; abbigliandolo con oggetti di fortuna lo presentano alla moglie come un giovanotto di primo pelo, non più Gennaro, Gennareniello. Di fronte alla visione del marito sconsolato e umiliato dalla presa in giro dei due, Concetta reagisce con violenza cacciandoli e difendendo la dignità del suo uomo.

 

Interpretato da:

Antonietta Mollicone - Concetta

 

Valentina Di Folco - Anna Maria

Ivan Dragonetti - Fedora

 

Emilio Di Folco - Tommasino

 

Giuseppe Pantanella - Matteo

 

Pierluigi Gemma - Gennaro

 

Pierluigi Di Folco - O' Sapunaro

 

Andrea Simone - Ing. Aiello

 

La Rappresentazione del 16 Agosto 2008

 

Apre il Sipario Andrea

 

La Bellissima Scenografia

 

Concetta - Si dedica alle faccende domestiche

 

Fedora - Artista sorella di Gennaro

 

Tommasino - Eterno Affamato

 

Gennaro e Matteo parlano dei loro progetti

 

Gennaro moderno Leonardo sogna grandi cose

 

Fedora snobba un po' tutti

 

Anna Maria - La bellissima dirimpettaia di Gennaro

 

Gennaro ed Anna Maria si scambiano dolci parole

 

Anna Maria Stuzzica Gennaro

 

Mentre Concetta ha il suo bel da fare con Fedora e Tommasino

 

Anna Maria si fa raccogliere un Reggipetto da Gennaro

 

Anna Maria Ammalia Gennaro con la sua Bellezza

 

Arriva Matteo, un altro amico di Gennaro

 

Incontrano l'ing. Aiello per parlargli del progetto Antiforature

 

Concetta intanto cede dei panni di Gennaro al Saponaro

 

Concetta si accorge che Gennaro pensa solo al Progetto

 

Anche l'Ing. Aiello si lascia sedurre da Anna Maria

 

La quale dal suo balcone intrattiene il discorso con i tre

 

L'Ing. Aiello gli da un appuntamento a dopo ...

 

... mentre anche Gennaro la guarda estasiato ...

 

... alla fine nessuno dei tre riesce a non guardarla

 

Anna Maria dice a Gennaro se è capace di dargli un bacio

 

Gennaro non sa resistere a sì tanta bellezza ... ma ...

 

... arriva Concetta nel momento cruciale ...

 

Gennaro tenta di dire che è stato uno scherzo ...

 

Ma Concetta non gli crede e la cosa finisce male

 

Gennaro decide di lasciare Concetta,  si contendono Tommasino

 

Gennaro vuole il figlio Tommasino con lui ma ...

 

Tommasino ama troppo il mangiare e il padre ...

 

... non gli assicura l'abbondanza di cibo, quindi resta con la madre

 

Tommasino mangia tutto ciò che trova senza remore alcune

 

Concetta invita anche la Cognata a lasciare la casa

 

Concetta si dispera per l'abbandono del Marito

 

Tommasino ... a modo suo ... cerca di consolarla ...

 

Dice alla madre che ... potrebbe fare il Cuoco ...

 

Intanto i due "Amici" di Gennaro si prendono scherno di lui

 

Vanno a dire a Concetta che adesso è diventato "Gennareniello"...

 

Concetta guarda Gennaro ... e ...

 

Con uno scatto di Orgoglio da Moglie ferita inveisce contro i due

 

Gennaro si rende conto dell'Amore che ancora prova per Concetta

 

L'Abbraccia Sussurrandole una canzone d'Amore

 

I due si vogliono ancora tanto bene ...

 

E Tommasino dice al padre "T' piacc'n le vuaglion eh!"

 

Concetta e Gennaro sorridono e lo mandano a quel Paese ...

 

La Compagnia "IL GRANDE CARRO"

 

Un Eclissi di Luna fa gli Auguri alla "Prima" della Compagnia

 

Il Sindaco dott. Pantanella Ringrazia la Compagnia e il Pubblico

 

Le Numerosissime persone intervenute alla "Prima"

 

ANALISI DELLA COMMEDIA

La commedia breve, apparentemente inconsistente nella trama e leggera per le figure comiche di Tommasino e della sorella zitella di Gennaro. È invece intrisa da una profonda melanconia dell'autore nei confronti di quegli uomini che, sempre attratti dalle grazie femminili e dalle lusinghe della giovinezza, non si rassegnano al passare del tempo e vivono in una famiglia che, essi pensano, non li circonda dell'amore e della considerazione che desidererebbero. Essi si sentono, ancora gennarenielli, ma senza reali speranze per l'avvenire, non si rendono conto, o non vogliono, di essere diventati, quello che forse sono sempre stati, dei poveri gennari. Tutti sembrano stimarli, l'inquilino pensionante, "l'ingegnere" del nord, meno i propri familiari e così apparentemente anche la moglie che solo nella difficoltà e di fronte all'offesa degli altri, reagisce difendendo il marito, mostrando in fondo di stimarlo. Ma forse è piuttosto per la lunga convivenza che alla fine, quasi per abitudine, le compagne della loro vita li proteggono sentendoli ormai come una parte di loro stessi.

Gennaro muto chiede perdono a Concetta che, per pietà mista ad amore coniugale, vedendo ancora in lui il Gennareniello che era, abbraccia il suo uomo per quello che è diventato e per quello che avrebbe voluto essere, e al quale si sente ancora legata per tutta la vita lungamente insieme trascorsa.