MONTENERO e il "Il Campetto di Matera"

 

    Parlandovi del "Campetto di Matera" il mio pensiero mi riporta indietro nel tempo. Tra i tanti ricordi della mia adolescenza quello di Matera č un po' speciale e, scorrendo le immagini non vi nego la compagnia che ho di una lacrima. In quel luogo ci sono conservati momenti indimenticabili per molti di noi, lā noi giocavamo tra ragazzi, tra padri e figli (le classiche partite scapoli-ammogliati). Erano gli anni settanta, quelli della Fiat 127, del boom economico, delle canzoni di Battisti, quelli in cui gli adulti sognavano una vita migliore.

    Ogni settimana, e a volte anche pių, ci si ritrovava sul "Campetto di Matera", prima si doveva trovare sei paletti per le porte, poi c'era sempre da ridire con il proprietario del terreno (una volta ce lo ha fatto trovare tutto arato) e poi infine si doveva trovare un pallone di cuoio.

    Per noi quelle poche ore significavano divertimento, amicizia, felicitā, aggregazione che, trovavamo semplicemente rincorrendo una palla tra i fossi e la polvere ma circondati di querce secolari e verde a volontā.

    Poi con il tempo sono cominciati a nascere i campi di calcio "Veri", quelli con le righe perfette fatte con la calce, la sabbia finissima, livellati al millimetro, con gli spogliatoi e le docce.

    Noi nel frattempo, ci incominciavamo ad adattare alla vita frenetica della modernizzazione: si incominciavano a vedere in giro molte macchine nuove, i Pub, l'elettronica avanzata, poi i computers, i videogiochi, i telefonini, tutte cose che non hanno fatto altro che rinchiuderci dentro casa, a fare una vita di corsa, una vita dove ogni minuto della giornata č impegnato e per gli hobby rimane ben poco, la nostra libertā č rimasta vittima del capitalismo sfrenato.

    Queste righe le ho scritte per tutte quelle persone, che come me, hanno tirato un calcio ad un pallone sopra al "Campetto di Matera" e vorrei invitare voi adolescenti di oggi ad andare a farci spesso una camminata e, quando vedrete solo erba e buche, cercate di immaginarlo com'era allora: pulito, con i paletti rubati a qualche vigna per le porte, con la polvere impregnata del nostro sudore, con le imprecazioni tra di noi per un fallo, con i soprannomi che ognuno di noi aveva e sudati, sudati ma ... Felici!

 

Dedico questo mio ricordo ad una persona che porto nel cuore,

con la quale su questo campo ho disputato tante partite,

insieme e da avversari, e di cui ne vado fiero,

č per te, Papā Giggino.

 

Dalla strada Comunale si sale Verso il Campetto di Matera

 

Il Campetto circondato di Verde

 

Il Campetto di Matera com'č adesso

 

In Lontananza a Nord gli Appennini

 

A Sud-Ovest Rocca d'Arce con il suo Castello

 

Panorama Invernale con le Querce che circondano il Campetto di Matera

 

A Nord del Campetto si vede l'Appennino Laziale con le sue Montagne Innevate

 

Vecchio Casolare Abbandonato

 

Una vecchia Stalla in Legno

 

Sullo sfondo il Paese di Arpino

 

Sui Monti degli Appennini, il Passo di Forca d'Acero

 

Altra Fotografia delle montagne Innevate

 

Riscendendo dal Campetto di Matera un Raggio di sole tra le Querce, ci Saluta ...